Italiamobile : appunti di viaggio

ITALIAMOBILE
L'appuntato al sole: un carabiniere come un crocifisso sull'Appia Antica, un'icona.
Comincia il viaggio nell'italiamobile: scala mobile discendente, sabbia mobile. Nessuno mi guida, nessuno mi conosce.
Non c'è campo: i satelliti stanno tramontando.
Niente nessuno in nessun luogo mai: se dico che è un verso di Vittorio Sereni sembra che per ascoltare le canzonette bisogna aver studiato, se non lo dico pensano che sia un Saccheggiatore del lavoro altrui.
Va bene: l'ho detto qui, dove non mi sente nessuno.

PLACENTA
A forza di frequentarli i morti, alla fine si impara.
Ho capito come devo fare. Se trattengo il respiro non si accorgeranno di me. Non devo ascoltare le sirene, le false guide. Devo soltanto lasciarmi andare alla corrente e far finta di nulla. Ma ogni volta che intervistano gli 'esperti', vorrei distruggere la televisione con una mazza da baseball.

LA DITTA
Avevo mandato il mio curriculum due anni fa.
Vi ringrazio per avermi chiamato alla selezione.
Mi sono comprato una giacca color salmone,
mi sono fatto la coda: va bene?
Si, sono disposto a viaggiare, non sono sposato... si, ho già fatto i test psicoattitudinali: ho messo i quadratini nei cerchietti e i cerchietti nei rettangolini come mi avete chiesto.
Vi ho anche portato la mia carta natale, perché so che la direttrice ha l'hobby dell'astrologia.
Cosa devo fare? Telemarketing? Porta a porta?
Tutto quello che volete. Mi vedete insicuro, perplesso? Ma no, non ho niente.
Ho la sensazione che l'hotel stia per crollare da un momento all'altro.

SILENZIO, OSPEDALE
I compagni di viaggio: l'angelo e la mosca.
Li avevo incontrati la prima volta in un sermone di Meister Eckhart. Da quella volta sono sempre stati con me.
In questo momento la mosca è sullo schermo del computer, l'angelo invece è dentro.
Ti ha appena portato questo pacchettino di dati.

CERBERO
Mi sono comprato un cane per portarlo a pisciare nei giardinetti. E' un incrocio fra un rottweiler e un rappresentante di commercio. O forse fra me quando sono sveglio e me quando dormo.
Comunque mi sono pentito di averlo comprato, perché mi fa paura ogni giorno di più.
E ormai è lui che porta me a pisciare nei giardinetti due volte al giorno.

GRANDTOUR
Canto sesto. Chi sono tutti questi dannati,
tutti questi dannati come me, in vacanza a Firenze?
Da dove vengono tutti questi volti indistinti
che seguono gli stendardi delle guide cittadine?
Ma vi prego, guardate la cupola del Brunelleschi
che segue la curva dolce del cielo sulle colline:
Questo è il nostro meeting point.
E' L'ombelico del mondo: ballate pure.
Fa troppo caldo oggi.

RADIOAMATORE
Sono tornato nelle strade che conosco. Questa è casa mia. L'ultima città, la prima campagna: le case hanno piccoli giardini. Siamo dei bravi, piccoli borghesi.
Non è eccitante , ma poteva andarci molto peggio.
Diciamo che adesso io ho 14 anni ed il tempo e lo spazio non hanno ancora confini precisi.
Immagino di essere in un X file, o in una puntata di Star Trek. Anzi, sono gli anni '70 e in tv trasmettono 'A come Andromeda'.
Il dottor Fleming è riuscito a decifrare un misterioso segnale in codice proveniente dallo spazio profondo. Le sere d'estate giro per i campi sperando di avvistare un ufo.
Forse l'ufo sono io.

BREVE APPARIZIONE DI UN VAMPIRO
Piazza della Repubblica.
I bambini in maschera a carnevale, le mamme li tengono per mano.
Dopo vent'anni ripensare alla circostanza di essersi vestiti da vampiro e capire che niente succede per caso.
Cos'è il cuore di un uomo?

PACEMAKER
Rigiro il guanciale, apro la finestra.
Qui fa ancora troppo caldo, manca l'aria.
Mi alzo e cammino, proseguo per piccole scosse.
Ogni scossa è un passo nel cerchio:
andare per le strade che girano intorno alla città.
A Milano in Tangenziale. Sul raccordo anulare a Roma. All'alba d'estate, dopo una notte appiccicosa.
Sono sulla strada che torna su se stessa.
era_troppo_sopportare:
leggilo al contrario [eratroppos_opport_are].
Cosa vuoi che cambi?

PARENTI LONTANI
Me li ricordo bene.
Ogni tanto partivano per grandi mete: andavano a Parigi perché erano dei grandi artisti incompresi, andavano a New York, a Milano, a Roma.
Perché erano dei grandi artisti incompresi.
Generalmente tornavano dopo cinque o sei settimane senza una lira ma con la loro grande arte incompresa.
Comparivano poi in una rassegna organizzata dal Comune: erano finalmente riusciti a spiegarsi.

BENTIVEGNA
Ultima tappa, a Sciacca.
Le teste che Filippo Bentivegna scolpì nell'arco di una vita riempiono adesso il suo giardino.
Migliaia di occhi di pietra guardano il visitatore.
Le testa di un carabiniere, quella del Re, di Garibaldi, la testa di un indiano, a rappresentare la schiera infinita degli uomini che non sono più.
Come Ulisse scendendo nell'Ade aveva dovuto fronteggiare le 'teste senza forza dei morti', così Filippo aveva guardato questi volti fatti di ombra, aveva sostenuto il loro sguardo vuoto ed aveva parlato con loro.
Tutti i personaggi dell'italiamobile si ritrovano qui, in questo giardino.
Non ce l'ho più con nessuno.
Davvero, sto bene.

 
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salva con nome
italiamobile
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Virginiana Miller
italiamobile (1999)

01 italiamobile
02 placenta
03 la ditta
04 silenzio, ospedale
05 Cerbero
06 grandtour
07 radioamatore
08 breve apparizione di un vampiro
09 pacemaker
10 parenti lontani
11 Bentivegna